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Grande successo per il convegno “Sicurezza, Istituzioni e Scenari in Evoluzione: Diplomazia ed Autorità in contesti marittimi e territoriali globali” con la premiazione del Console Onorario della Moldova, l’ascolano Roberto Galanti

Il convegno “Sicurezza, Istituzioni e Scenari in Evoluzione: Diplomazia ed Autorità in contesti marittimi e territoriali globali”, organizzato dal Corpo Consolare delle Marche presso la Sala Polveri della Mole Vanvitelliana ad Ancona, si è concluso con successo e con una platea eccezionale che ha occupato tutti posti disponibili.

Sayonara Tortoreto

Il convegno ha confermato come la sicurezza odierna richieda una diplomazia capace di interpretare il cambiamento globale e guidarlo con responsabilità.


Tra i punti salienti del convegno quello riguardante la sicurezza, le istituzioni e gli scenari in evoluzione nella diplomazia contemporanea.
Eccellenti gli interventi dei rappresentanti di istituzioni, forze armate, mondo accademico e diplomazia con focus su cooperazione, innovazione e prevenzione nell’ecosistema della sicurezza.


L’artista Carlo Gentili, partner artistico del Consolato Onorario della Moldova, ha donato un’opera al Corpo Consolare, sottolineando il dialogo tra diplomazia e cultura .


Al convegno dal tema accattivante: “Sicurezza e diplomazia nel tempo delle transizioni globali”, i relatori gli esperti relatori hanno trattato temi come resilienza civile-militare, diplomazia della sicurezza, missioni di pace, dinamiche balcaniche e contrasto ai traffici illeciti.


Roberto Galanti, Console Onorario della Repubblica di Moldova per le Marche e Abruzzo, eletto Vice Presidente Decano del Corpo Consolare Marche nel 2024 e consigliere nazionale della Federazione dei diplomatici e Consoli esteri in Italia, pluripremiato con due importanti riconoscimenti, ha portato una relazione centrale sul ruolo strategico del mare Adriatico per le Marche.


Ecco la sua breve relazione sul tema, elaborata a partire dai contenuti del convegno del Corpo Consolare delle Marche tenutosi ad Ancona il 30 maggio 2026 e dai documenti di analisi geopolitica più recenti.
Relazione: Sicurezza e diplomazia nel tempo delle transizioni globali

  1. Contesto: il mondo in transizione disordinata
    Il 2026 segna una transizione geopolitica disordinata: l’ordine internazionale basato sulle regole, costruito dopo il 1945, si sta disarticolando per la convergenza simultanea di crisi strutturali, economiche, demografiche e sistemiche.
    Il mondo non è più un sistema in equilibrio instabile, ma è in transizione verso un multipolarismo frammentato.
    Esistono circa 60 conflitti attivi, il numero più alto dalla Seconda Guerra Mondiale.
    Il rischio è diventato un fattore strutturale, non più un’eccezione.

2. La sicurezza come ecosistema complesso
La sicurezza contemporanea non è più solo difesa militare, ma un sistema complesso e interdipendente che comprende:
L’Adriatico e le regioni costiere (come le Marche) rappresentano esempi di come sicurezza, economia e stabilità si intreccino negli spazi marittimi.

3. Il ruolo della diplomazia della sicurezza
In un contesto di multilateralismo fragile, la diplomazia non può essere ridotta a dimensione reattiva:
La diplomazia della sicurezza richiede coordinamento tra dimensioni terrestre, marittima e aerea.

4. Sfide strategiche per l’Italia e l’Europa
UE: anello fragile della catena geopolitica, deve rafforzare la prontezza alla difesa entro il 2030.
Italia: chiamata a una doppia prova — mantenere postura credibile geopoliticamente e tradurre la diplomazia in sviluppo concreto.
Focus italiani: conflitti in Ucraina, Medio Oriente, Indo-Pacifico; sicurezza marittima, energia, catene di approvvigionamento.
BRICS ampliato: sta riducendo la dipendenza dal dollaro, creando nuove alleanze economiche.

Concludendo, la sicurezza nel tempo delle transizioni globali richiede:
Cooperazione tra istituzioni, forze armate, mondo accademico.
Innovazione tecnologica e strategica.
Prevenzione come approccio proattivo.
Diplomazia capace di interpretare e guidare il cambiamento con responsabilità.

“In un mondo attraversato da crisi profonde – ha concluso il Console Galanti – la politica estera non è un tema distante, ma una leva decisiva per la sicurezza, la crescita e il futuro dell’Italia.”

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