Ascoli, La giornalista ascolana Roberta Piergallini racconta Michael Jackson in occasione dell’uscita del film sul vero ‘Re del Pop’
Il successo del nuovo biopic su Michael Jackson ha riacceso i riflettori su una delle icone più amate di sempre. Per commentare questo fenomeno, abbiamo incontrato Roberta Piergallini, giornalista professionista ascolana e massima esperta della vita di MJ. Il suo racconto non è solo professionale, ma un viaggio intimo che attraversa decenni di passione.
Roberta, partiamo dall’inizio. Quando è scoccata la scintilla per Michael Jackson?
“Avevo solo 8 anni. Ero davanti alla TV e vidi Michael esibirsi in Billie Jean. Fu un colpo di fulmine immediato. La sua musica e la sua danza mi rapirono completamente. Pensa che a 10 anni organizzai una recita su Cenerentola nella mia mansarda: come colonna sonora non scelsi musiche classiche, ma l’intero album Off The Wall. Le note di quel disco davano un ritmo unico alla fiaba, rendendola moderna e magica”.

La tua passione ha dovuto affrontare anche qualche ostacolo “familiare”, giusto?
“Proprio così. Nel 1988, durante il Bad Tour, ero disperata perché avevo solo 13 anni. Tramite i coupon di TV Sorrisi e Canzoni ero riuscita a trovare i biglietti per ben due volte, ma mia madre, preoccupata per la mia età, li strappò entrambi. Fu un dolore immenso! Dovetti aspettare i 17 anni per il riscatto: nel 1992 partii con un’amica alla volta di Roma per il Dangerous Tour. Fu un’esperienza mistica. Poi lo rividi nel 1997 a Milano per l’ultimo tour, l’ HiStory World Tour”.
Michael Jackson ha segnato anche il tuo ingresso ufficiale nel mondo del giornalismo?
“Sì, in modo quasi fatidico. Nel 2009 stavo preparando l’esame da giornalista professionista proprio quando Michael ci lasciò. Fu un trauma, ma decisi di onorarlo scrivendo una tesina intitolata “L’influenza di Michael Jackson sulla musica pop”. Grazie a quel lavoro, ispirato dal vuoto che aveva lasciato, diventai giornalista professionista. Michael mi ha accompagnata letteralmente in ogni fase della crescita”.
Da giornalista hai poi avuto l’onore di conoscere la famiglia Jackson. Com’è andata a Napoli nel 2018?
“Fui chiamata a condurre il Michael Jackson Day e lì intervistai i 3T (Taj, Taryll e TJ), i figli di Tito Jackson, fratello di Michael, fondatore e chitarrista dei Jackson 5. Sono ragazzi meravigliosi. Ricordo ancora la loro collaborazione con Michael nel ’95 per il brano Why. Ciò che mi colpì di più fu la loro estrema umiltà, gentilezza e professionalità, lontano dai cliché delle star internazionali”.

In particolare, è nata un’amicizia speciale con TJ Jackson. Come si è evoluto questo rapporto?
“Con TJ è nato un legame autentico che prosegue ancora oggi privatamente.
Lo intervistai di nuovo a Napoli nel luglio 2022 durante il suo tour solista. In quell’occasione gli regalai una copia del mio primo libro, “Il corteggiatore perfetto”. Lui ne fu così colpito da chiedermi di tradurlo in inglese. Il mio romanzo, regalato a TJ , ora si trova ad Encino, vicino Los Angeles, dove risiede la famiglia. È un onore immenso pensare che il mio lavoro sia nella biblioteca dei Jackson.
Un legame che è diventato anche un sostegno umano nei momenti difficili.
Sì, la nostra amicizia è fatta di gesti veri. Quando ho perso mio padre, nell’agosto 2022, TJ mi ha scritto per farmi le condoglianze, dimostrando una sensibilità fuori dal comune. Io ho fatto lo stesso con lui nel settembre del 2024, quando purtroppo è venuto a mancare suo padre, Tito Jackson”.
Sappiamo che Michael è presente anche nella tua produzione letteraria: in che modo i suoi brani hanno influenzato i tuoi libri?
“Sì, il legame con Michael è così profondo che ho voluto inserire dei riferimenti diretti nelle mie opere. In particolare, il brano “You Are Not Alone” è citato nel mio primo libro, “Il corteggiatore perfetto”. Nel sequel, “Il corteggiatore perfetto 2”, ho invece inserito “Billie Jean”, all’interno di una digressione dedicata agli anni ’80, un decennio che Michael ha letteralmente plasmato con il suo genio.”
Anche nel Piceno la “Jackson-mania” è esplosa. Ad Ascoli Piceno, il film sta registrando un’affluenza straordinaria, confermando quanto il legame tra la città e la cultura pop internazionale sia sempre vivo. La pellicola può essere vista presso il Cinema Odeon e il Multiplex delle Stelle, dove le proiezioni continuano a registrare un grande successo di pubblico”.
Roberta, per chiudere: perché consigli di andare a vedere il biopic “Michael”?
“Sono stata alla prima di Roma e posso dirvi che è un’opera profondamente commovente. Vedere Jaafar Jackson, il nipote di Michael, interpretare suo zio è incredibile: lo fa con una naturalezza e un talento rari. Il film mette a nudo la bontà di Michael, il suo amore per i bambini, per gli animali e il legame con la famiglia, senza nascondere il rapporto complicato con il padre Joe, dal quale riuscì a svincolarsi sia professionalmente che personalmente, per trovare la propria strada.
Attualmente il film copre la vita di Michael fino al 1988, ovvero fino al Bad Tour, ma visto il successo mondiale, a luglio inizieranno le riprese del sequel. Consiglio vivamente a tutti di andarlo a vedere: è il ritratto di un uomo che ha cambiato la storia della musica e della danza”.




