‘I giovani nelle aree fragili’: interessante indagine realizzata da Tecnè per conto di Magna Carta alla presenza del Ministro Andrea Abodi

È stata presentata oggi a L’Aquila l’indagine “I giovani nelle aree fragili”, realizzata da Tecnè per conto di Magna Carta nell’ambito del progetto Connessioni per la crescita dell’Appennino (Bando FRES 2024). L’iniziativa rientra nel ciclo Aree fragili, futuro possibile, sostenuto dal Comune dell’Aquila e organizzato dalla Fondazione nell’ambito del programma dell’Aquila Capitale della Cultura 2026.
Dopo i saluti del Presidente di FMC, Gaetano Quagliariello, e la presentazione dei dati da parte del Presidente di Tecnè, Carlo Buttaroni, sono intervenuti il Commissario Straordinario Sisma 2016, Guido Castelli, e il Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. Le conclusioni sono state affidate al Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. A moderare Annamaria Parente, Direttrice dell’Osservatorio sulla crisi demografica di FMC.
Partire o restare? Dall’indagine emerge un dato netto: il 79% dei giovani residenti nelle aree interne di Abruzzo, Marche e Umbria si dichiara “molto” o “abbastanza” legato al proprio territorio. Il 64% valuta positivamente la qualità della vita nel comune in cui vive e il 55% considera le aree interne una risorsa strategica per l’Italia. Eppure, il 65% ha pensato almeno una volta di trasferirsi altrove. Nella fascia di età tra i 30 e i 34 anni la quota scende al 48%. Per il 74% dei giovani, dunque, il principale limite del territorio è rappresentato dalla scarsità di prospettive lavorative e di crescita professionale.
La prima richiesta è allora quella di un lavoro stabile e ben retribuito (88%), un’occupazione qualificata e coerente con il proprio percorso di studi (49%), mentre solo una quota residuale del campione indica gli incentivi economici e fiscali o il lavoro da remoto come fattori decisivi per la “restanza”. Ancora più significativo è il dato per cui 6 giovani su 10 investirebbero nel proprio comune aprendo un’impresa o un’attività (66% tra i 30 e i 34 anni). Emerge una disponibilità a mettersi in gioco, a rischiare e a investire, per trasformare l’appartenenza e le competenze in un progetto di vita.
I giovani che vivono nell’area del Cratere Sisma 2016 mostrano i livelli più elevati di radicamento: il 67% studia o lavora nel proprio comune di residenza, sette punti percentuali in più rispetto alla media. La maggioranza ritiene che tra dieci anni vivrà in una situazione simile (42%) o migliore di oggi (42%), in quest’ultimo caso di nuovo sopra la media del campione.
AI, digitale e turismo.
8 giovani su 10 ritengono che le nuove tecnologie inclusa l’Intelligenza artificiale possano favorire lo sviluppo economico e la promozione turistica del territorio. Nei comuni del Cratere Sisma 2016 il dato sale all’82%, confermando l’impatto degli investimenti realizzati sull’innovazione digitale. Più in generale, il 67% del campione intervistato nelle tre regioni considera i piccoli centri una risorsa importante per la crescita del turismo italiano. Quanto ai modelli di sviluppo, il 65% indica il turismo culturale come il più adatto a valorizzare le vocazioni dell’Appennino e il 64% quello esperienziale, con punte dell’85% nei comuni ultraperiferici.
Formazione, sport e digitale.
Il 76% degli under 35 considera l’e-learning uno strumento utile per studiare senza dover lasciare il territorio. Tra gli under 25 la quota sale al 78%. Il 65% utilizzerebbe piattaforme digitali per la formazione professionale, mentre il 40% considera la formazione digitale una priorità per trattenere talenti e competenze nei piccoli centri. Non va d’altra parte sottovalutato il ruolo svolto dal polo universitario dell’Aquila, dove il numero di iscritti è cresciuto di oltre un quarto (+25,6%) tra l’anno accademico 2018-2019 e quello 2024-2025. Accanto alla formazione emerge il ruolo delle infrastrutture sociali: il 42% del campione giudica adeguata l’offerta di impianti sportivi per i giovani nelle aree interne, un dato che sale al 44% nei comuni del Cratere Sisma 2016. Solo il 4% del campione intervistato nelle tre regioni dichiara che nel comune di riferimento non sono presenti impianti sportivi, percentuale che scende al 2% nel Cratere. Nei territori fragili, dove i processi demografici tendono a concentrare i servizi essenziali, gli impianti sportivi continuano dunque a svolgere una funzione strategica di aggregazione e socializzazione, complementare alle opportunità della formazione digitale.
AREE INTERNE, QUAGLIARIELLO (FMC): “PIÙ INTEGRAZIONE TRA UNIVERSITÀ E IMPRESE PER TRATTENERE I TALENTI”
“Dall’indagine condotta da Magna Carta nell’Appennino centrale emerge un dato che merita attenzione. I giovani continuano a manifestare un forte legame con il proprio territorio e molti di loro sarebbero disposti a investire nel comune in cui vivono, aprendo un’attività o avviando un progetto imprenditoriale. Eppure quando le opportunità di studio, lavoro e crescita professionale si riducono, aumenta la propensione a trasferirsi altrove”, così Gaetano Quagliariello presentando all’Aquila i risultati dell’indagine svolta da Tecnè per Magna Carta sui giovani nelle aree interne di Abruzzo, Marche e Umbria. “A prima vista non vi è nulla di patologico nel desiderio di partire: la mobilità del capitale umano è una caratteristica intrinseca delle economie aperte e basate sulla conoscenza. Studenti, ricercatori e professionisti tendono a orientarsi verso i luoghi che offrono le migliori condizioni per sviluppare il proprio talento. Una società dinamica non deve temere la mobilità; deve piuttosto preoccuparsi quando essa assume una sola direzione. Ed è precisamente questo il problema che l’Italia affronta ormai da molti anni: i talenti che partono sono in numero maggiore di quelli che rientrano e il Paese non riesce ad attrarne a sufficienza dall’estero per compensare il divario. Per invertire questa tendenza occorre investire nella conoscenza e nell’innovazione: università, centri di ricerca, trasferimento tecnologico e reti di collaborazione tra formazione e impresa. Da queste connessioni possono nascere nuove opportunità per una generazione pronta a scommettere sulle proprie capacità, soprattutto nei settori ad alta intensità di conoscenza, nelle tecnologie digitali, nel turismo e nei servizi avanzati. L’indagine restituisce infine un ulteriore elemento di fiducia: una larga maggioranza degli intervistati esprime un giudizio positivo sulla qualità della vita nel comune in cui vive”, aggiunge Quagliariello. “Nei piccoli centri continuano a esserci relazioni di prossimità, capitale sociale e legami comunitari che, nelle grandi aree urbane, tendono progressivamente a indebolirsi. Questa base sociale va preservata e valorizzata, perché rappresenta il presupposto su cui costruire nuove opportunità di sviluppo, innovazione e libertà per le giovani generazioni”.
APPENNINO, CASTELLI: “RICERCA FMC- TECNE’ CONFERMA CHE RICOSTRUZIONE GENERA FIDUCIA E OPPORTUNITÀ”
“La ricerca sulle nuove generazioni dell’Appennino centrale conferma che i giovani non hanno smesso di credere nei propri territori. Il legame con le comunità di origine resta forte, ma per trasformarlo in una scelta di vita servono lavoro qualificato, formazione, servizi, mobilità, connettività e opportunità d’impresa”. Lo dichiara il commissario straordinario alla Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. “Il nostro obiettivo è che un investimento in un piccolo comune produca effetti che vanno oltre il singolo intervento: un lavoro qualificato trattiene una famiglia; quella famiglia contribuisce a mantenere aperta una scuola; la scuola sostiene i servizi; i servizi mantengono viva la comunità”.
AREE INTERNE, BIONDI: “GIOVANI RESTANO DOVE CI SONO OPPORTUNITÀ E FUTURO”
“Le aree interne non possono essere considerate periferie dello sviluppo. I giovani restano dove trovano opportunità, servizi, collegamenti e una prospettiva di futuro”. Lo dichiara il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. “Per questo è fondamentale che le politiche nazionali ed europee riconoscano il ruolo strategico delle città medie e dei territori montani. L’Aquila sta dimostrando che è possibile trasformare una condizione di fragilità in una leva di crescita, mettendo cultura, ricerca, formazione e innovazione al servizio dell’intero comprensorio. La sfida è costruire le condizioni affinché i giovani possano scegliere di restare, senza essere costretti a partire”.
AREE INTERNE, IL MINISTRI ANDREA ABODI: ‘DATI PRESENTATI PREZIOSO STRUMENTO PER ORIENTARE LE POLITICHE PER I GIOVANI
“I dati presentati oggi sono un prezioso strumento per orientare e misurare le politiche dedicate alle giovani generazioni che questo Governo sta portando avanti con metodo e in modo capillare. Questa modalità ci permette di avere una fotografia sempre più nitida e di dettaglio delle esigenze e delle aspettative dei ragazzi e delle ragazze che vivono e animano queste comunità. Il terremoto del 2009 ha creato un cratere umano che va curato con relazioni, ascolti, dialoghi e analisi che contribuiscano a disegnare nuove prospettive.
Dobbiamo quindi sfruttare ogni occasione di incontro e confronto perché i giovani non chiedono di essere trattenuti, chiedono di poter scegliere e decidono di restare quando trovano opportunità, servizi, formazione, lavoro e comunità capaci di riconoscere e valorizzarne il talento. Le aree interne rappresentano una parte essenziale dell’identità e del futuro della nostra Nazione e devono tornare a essere luoghi di possibilità, non realtà percepite come marginali. Per questo è necessario continuare a investire in infrastrutture materiali e immateriali, nella formazione, nell’orientamento, nel supporto all’autoimprenditorialità, nello sport e nelle arti, nell’innovazione e nella capacità di creare una relazione stabile e affidabile tra territori e giovani.
Il nostro compito è creare le condizioni perché il legame dei giovani con le proprie radici possa tradursi nella libertà concreta di costruire lì il proprio progetto di vita. Servono un ascolto vero, una progettualità paziente e strumenti concreti”, ha dichiarato il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.




