San Benedetto, Il saluto del dirigente comunale ingegner Mauro Bellucci: “Tre anni intensi tra risultati concreti e sfide complesse”

Ieri. 30 aprile, è stato l’ultimo giorno di servizio presso il Comune di San Benedetto del Tronto dell’ingegner Mauro Bellucci e con esso è arrivato il momento dei saluti dopo tre anni di attività amministrativa intensa.
Un periodo definito dall’interessato come impegnativo e segnato da responsabilità rilevanti, ma anche da traguardi concreti raggiunti nonostante le difficoltà.
Con un’esperienza trentennale nella pubblica amministrazione, il dirigente ha sottolineato di aver sempre improntato il proprio operato su principi quali umiltà, rispetto reciproco, condivisione degli obiettivi e spirito di squadra.
“Servire le istituzioni significa costruire ponti, non sospetti”, ha dichiarato, evidenziando come, in questa esperienza, siano emerse dinamiche lontane dal senso di responsabilità richiesto dal ruolo.
Nel suo bilancio, rivendica risultati tangibili: oltre 45 interventi tra opere avviate, concluse o programmate, molte delle quali ferme da anni e riguardanti la manutenzione e la riqualificazione urbana. Un lavoro svolto, afferma, in condizioni non sempre favorevoli, tra carenze di personale e riorganizzazioni interne ritenute poco opportune.
Non manca un riferimento alle critiche ricevute, definite in parte infondate e sfociate anche in episodi di diffamazione. Tuttavia, sottolinea, tali polemiche non intaccano i risultati conseguiti, che restano documentati e verificabili.L’esperienza viene comunque ricordata come significativa sia sul piano professionale sia umano:
“Ho dato tutto me stesso all’Ente, operando con correttezza e rispetto dei cittadini”. Ora il ritorno a un precedente incarico, descritto come altrettanto prestigioso e impegnativo, affrontato con serenità e senza rancori.
Nel messaggio conclusivo, spazio anche ai ringraziamenti istituzionali rivolti alla commissaria Rita Stentella e ai sub commissari Anna Gargiulo e Alfonso Costantino Soloperto, oltre che a tutti i collaboratori per il lavoro svolto insieme.
A chiudere, una citazione dello scrittore britannico John Ruskin: “Il migliore riconoscimento per la fatica fatta non è ciò che se ne ricava, ma ciò che si diventa grazie ad essa”.




