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Calcio Serie C, Ascoli bello e impossibile: Ravenna schiantato e secondo posto consolidato

Il Picchio vince (2-0) e convince. Succede tutto nel secondo tempo: Gori la apre, Galuppini entra e chiude la partita su rigore. Romagnoli a -5 e Del Duca in festa.

2-0

Sayonara Tortoreto

ASCOLI: Vitale, Pagliai (81’ Rizzo), Nicoletti, Damiani, Silipo, Oviszach (58’ Milanese), Alagna, Rizzo Pinna (81’ Galuppini), Curado, Gori (71’ Chakir), Corradini. A disp.: Brzan, Barosi, Ndoj, Del Sole, Corazza, Menna, Bando, Palazzino. All.: Tomei

RAVENNA: Poluzzi, Donati (81’ Da Pozzo), Mandorlini, Solini, Okaka (71’ Rrapaj), Bani, Tenkorang (81’ Motti), Lonardi (71’ Corsinelli), Spini, Esposito, Fishnaller (81’ Italeng). A disp.: Anacoura, Morigi, Calandrini, Raccagni, Bianconi, Scaringi, Karim. All.: Mandorlini

ARBITRO: Di Mario di Ciampino

RETI: 47’ Gori (A), 90’ Galuppini (A).

NOTE: ammoniti Okaka (R), Gori (A). Spettatori 10.227 (7.150 abbonati) per un incasso di 67.397,94 € (rateo abbonamenti 38.767,94 €). Rec. 2’ pt, 5’ st.

ASCOLI PICENO

“I giardini di marzo si vestono di nuovi colori”, così cantava il mitico Lucio Battisti agli inizi degli anni 70’ dello scorso secolo, in un’Italia post boom economico e moti sessantottini. Versi in musica ben noti ai tifosi bianconeri, intonati più volte sugli spalti del Del Duca e mai attuali come oggi.

Sì, perché l’Ascoli, possiamo dirlo, è inequivocabilmente (ri)fiorito, come un giardino di marzo, dopo una fine di autunno/inizio inverno sorniona, passata a tratti in uno stanco letargo. La vittoria contro il Ravenna nel posticipo del 31° turno del campionato di Serie C, infatti, segna il quinto successo consecutivo, l’ottavo nelle ultime nove giornate per il Picchio, il terzo negli ultimi nove giorni. A conti fatti, il primo vero spartiacque di questo campionato.

Già, perché i gol di Gori e Galuppini valgono il secondo posto in solitaria alle spalle del solo Arezzo, vincente sul campo del Campobasso e sempre al primo posto a +4 (con una partita in meno) dai bianconeri, ma soprattutto permettono di staccare per la prima volta Okaka e compagni, riacciuffati e superati nel giro di 5 giorni dopo mesi di duelli a distanza.

In campo si è visto un Ascoli, rimanendo sulle metafore musicali, bello e impossibile. Solido, veloce nel giro palla, in dominio dal primo all’ultimo minuto, con passaggi di prima, verticalizzazioni, attacchi nello spazio con i giusti tempi e automatismi ben rodati. Una macchina perfetta e impossibile da fermare. Probabilmente la migliore prestazione della squadra di Tomei dall’inizio della stagione.

D’altra parte, invece, un Ravenna spento, eccessivamente remissivo, attendista e mai concretamente pericoloso dalle parti di Vitale. Due facce di una stessa partita giocata, anche se, visto il divario, non si è notato, da due squadre in contesa nelle zone nobili della classifica da inizio anno. Per chi ha buona memoria, un remake di Ascoli-Pisa 2-0 del 16 marzo 2022. Ascoli di Sottil in lotta per i playoff, Pisa in lizza per la vetta, miglior Picchio del decennio, toscani in difficoltà, doppietta di Dionisi e grande festa con vista addirittura sulla Serie A. Anche allora una serata di fine inverno, anche allora una serata da incorniciare. Amarcord o, come dicono oggi i millennials, stesse vibes.

Gori da vero 9 (con la 35), Damiani giganteggia a centrocampo e la difesa è impeccabile

Ma riavvolgiamo il nastro dall’inizio. Nel primo tempo il Picchio indirizza subito la partita sui binari giusti. Pallino del gioco in mano e Ravenna costretto a difendere praticamente con tutti gli undici nella propria metà campo, senza mai riuscire a venire fuori e a prendere uomo su uomo i bianconeri. Al minuto 8’ prima occasione Ascoli con Oviszach, tiro a rientrare sul destro che, però, non impensierisce Poluzzi dopo un’ottima ripartenza orchestrata da Gori. Proprio l’attaccante bianconero ha due palle gol importanti al 15’ e al 21’. Colpo di testa alto nel primo caso, traversa con una gran conclusione da fuori area (deviata) nel secondo frangente.

In chiusura di prima frazione, al 43’, doppia occasione ancora una volta per l’Ascoli: Silipo dribbla e tira dopo una costruzione offensiva ragionata, Gori sciupa un’altra chance interessante (in attesa del riscatto) su sviluppi da corner. Romagnoli che si fanno vedere solo con un tiro-cross di Spini in contropiede al 27’ e con un colpo di testa alto di Mandorlini su sviluppi di Corner al 39’.

L’Ascoli passa avanti subito in avvio di secondo tempo. Al 47’ punizione dalla destra, batti e ribatti in area di rigore e Gori bravissimo nel farsi trovare pronto a scaraventare in porta una respinta bassa di Poluzzi. Undicesimo centro stagionale per l’ex Avellino e Reggina. Al 51’ ottima imbeccata di Silipo per Pagliai, che aggancia bene, ma non riesce a superare Poluzzi. Al 58’ Tomei cambia Oviszach con Milanese e infoltisce il centrocampo. Al 71’ da segnalare l’ingresso di Chakir per Gori, applauditissimo dal pubblico, e le sostituzioni al 81’ di Rizzo Pinna e Pagliai per Galuppini e Rizzo. Al minuto 88 l’episodio che chiude il match. Rrapaj mura con il braccio una rovesciata di uno spettacolare Damiani, l’arbitro indica il dischetto. Dagli undici metri va il neoentrato Galuppini, che spiazza Poluzzi, sigla il suo terzo gol in bianconero ed esulta galoppando (o “galuppando”) sotto la tribuna Mazzone. Dopo 6 minuti di recupero il direttore di gara fischia la fine del match, dando il via alla festa bianconera.

Gubbio, riposo e Arezzo: i prossimi appuntamenti del Picchio

I bianconeri si lasciano alle spalle, con questa vittoria, un calendario foltissimo di impegni sulla carta molto probanti. Futuro che, però, non sarà meno difficile. L’Ascoli, infatti, tornerà in campo domenica prossima, 15 marzo,  al “Barbetti” di Gubbio alle ore 14:30, dove dovrà fare i conti con il Gubbio degli ex Varone e Di Carlo, fresco di vittoria nel derby umbro contro la Ternana.

A seguire turno di riposo (si sarebbe dovuto giocare contro il Rimini) e poi big match contro la capolista Arezzo, nel posticipo serale di lunedì 30 marzo, prima di un finale da stagione tutto da vivere con il fiato sospeso.

Stefano Cimica

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