Ascoli, La consigliera regionale Monica Acciarri: “La sanità marchigiana ha bisogno di investire. Buon lavoro al nuovo direttore generale Antonello Maraldo, professionista capace”

A seguito del recente cambio di direzione che alla guida dell’Ast ha visto l’arrivo del dottor Antonello Maraldo, la consigliera regionale Monica Acciarri è voluta intervenire sulla delicata partita che sta riguardando la sanità locale e marchigiana.
“La sanità marchigiana ha bisogno di investire. Buon lavoro al nuovo direttore generale Antonello Maraldo, professionista capace – sostiene la Acciarri -. Confido molto nelle sue capacità tecniche maturate anche al fianco di un grande direttore generale come Michele Caporossi che ha portato l’ospedale Torrette ai vertici delle classifiche italiane.
Sono certa che aver contribuito a tali traguardi crei condizioni ottimali per raggiungere grandi obiettivi. La risposta di salute nella sanità picena è in affanno nonostante la qualità alta del lavoro dei nostri professionisti e degli operatori sanitari. Abbiamo bisogno di più investimenti da parte della regione. Il livello regionale deve prendere coraggio e fare questa scelta. Non dobbiamo aver paura di spendere per la salute. Servono più fondi per dare risposte alla richiesta di prestazioni sanitarie e per dare più servizi ai bisogni delle nostre famiglie e dei nostri anziani. I finanziamenti per i nuovi ospedali devono essere oggetto di una richiesta al governo nazionale che sia aggiuntiva si fondi ordinari per i servizi. Non possiamo contrarre la spesa dedicata alle prestazioni.
La spesa deve essere appropriata ma bisogna investire sul bisogno di salute. Tali scelte di politica sanitaria non sono più rinviabili. Altrimenti neanche il miglior professionista su piazza, come il dottor Antonello Maraldo potrà dare risposte appropriate alla comunità picena”. La consigliera infine ha voluto concludere il suo intervento ricordando che proprio qualche giorno fa il Ministro Schillaci sulle liste d’attesa ha specificato: “Mi duole ricordare che quasi un terzo dei fondi dati alle regioni tra il 2022 e il 2024 per abbattere le liste d’attesa non sono stati usati”.